Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi, ubriacatevi senza smettere!
Di vino di poesia o di virtù, a piacer vostro.
(Charles Baudelaire)
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7.03.2001
I cambiamenti, a volte, prima di avvenire dentro di noi vanno anticipati nell'esteriorità.
Quindi si cambia palcoscenico, d'ora in poi mi troverete qui.
A presto.
Ringrazio tutti quelli che mi sono sempre stati vicini ed in particolare quelli che mi hanno lasciato qualche parola di conforto nel post precedente. Scusatemi se non ho risposto al commento di nessuno, ma così come in situazioni di questo tipo non si sa mai bene che dire a chi sta male, ancor più difficile è trovare qualche parola per rispondere anche solo all'interessamento degli amici.
Ormai non passo più tutta la giornata a piangere, anche se ho un tale groppo di lacrime in gola che perfino guardare il cartone animato de "La Spada nella Roccia" mi fa velare gli occhi (in particolare la scena in cui la scoiattolina s'innamora di Semola e poi scopre che non può essere ricambiata da lui).
Ma, come si dice, "the show must go on", la vita continua con il suo susseguirsi di doveri ed impegni ed io, a volte mio malgrado, continuo con lei.
C'è una cosa però: faccio ciò che devo, e lo faccio bene come sempre...ma poiché non sono costretta a parlare e visto che non ne ho minimamente voglia, evito accuratamente il contatto con chiunque, quando posso. Ho riassunto in breve i fatti qui ed altrettanto sinteticamente (se non di più) li ho spiegati alle mie amiche più strette ed a mia mamma. E stop. Non ho voglia di parlare, e non mi riferisco solo agli ultimi fatti, ma in generale non ho proprio voglia di vedere o parlare di qualsiasi cosa con nessuno.
E non ho voglia neanche di scrivere.
Quindi temo che per qualche tempo non ci si vedrà più qui in giro: magari ogni tanto lascerò un mio commento da qualche parte, sicuramente continuerò a leggere i blog che seguivo assiduamente, solo per un po' non scriverò più qui.
Semplicemente non saprei cosa dire: l'afasia di quel giorno, causa scatenante del (e allo stesso tempo scatenata dal) senso d'impotenza che questa situazione mi provoca, continua.
A volte vorrei poter urlare fino a non aver più voce...ma non posso e non servirebbe comunque a nulla, e dunque sto zitta.
Silenzio.
Stop.
Lasciata. Di nuovo. Anche se sta volta non stavamo neanche tecnicamente insieme...ma il dolore non cambia. Il cuore sanguina, lacrime miste a mascara, occhi che bruciano, testa che pulsa, impossibile fermare le lacrime mentre immobile guardo il nulla. Non un singulto a scuotermi, la ferita è grande e aperta e le lacrime scorrono come sangue da una vena manca anche la forza di tamponarle.
Avevamo passato tutta la notte a parlare, i soliti problemi, i soliti dubbi, sembrava ancora una volta scongiurata la fine, abbiamo fatto l'amore e ti desideravo come non mai...e poi sta mattina, un nonnulla a spezzare i miei nervi, lacrime inarrestabili, afasia totale, incapacità di tirar fuori anche solo mezza parola, mentre tu cercavi di capire, confortarmi, infine mi hai lasciata convinta che questa situazione di instabilità e insicurezza totale mi facesse soffrire di più della rottura totale.
Non so se avesse ragione o meno. So solo che non riesco a immaginare di poter stare più male di ora.
E ho timore per domani, quando sarò di nuovo in aula a fare lezione, e spero solo per allora di avere imparato a bloccare in qualche modo queste lacrime importune che mi scavano il viso da sta mattina.
Oggi pomeriggio parrucchiera: restauro d'obbligo prima di andarla a trovare (e visto che i miei ricci lasciati allo stato brado da qualche tempo iniziavano a farmi assomigliare a una sorta di cespuglio...). E già che c'ero mi sono lasciata tentare: meches rosse, ma non il solito rosso sobrio che serve solo a ravvivare i riflessi ramati che ho già naturalmente, proprio rosse rosse rosse (per dare un'idea la tinta mentre la mia fantastica parrucchiera Alma me la spalmava in testa sembrava frullato di fragole mature).
Ed ora, che li ho anche tagliati un po', coi ricci morbidi e più ricci che mai, con queste fiamme nei capelli, mi sento proprio un po' vamp!
Vabbè, poi l'importante è esserne convinta... ;-)
Detto ciò, vi racconterò al mio ritorno (martedì) come sarà andato questo weekend in trasferta a casa della mia (?) donna!
E prima di salutarvi lasciate che mi sfoghi un attimo, sporconando un po':
sigfkdjs**grgbojg+*sfjnf!!!!1
Ecco, questo perché ho appena guardato il sito di trenitalia e mi ero dimenticata di quanti cacchio di cambi mi tocchi fare per andarla a trovare...e dire che viviamo a soli 200km di distanza, ma per qualche motivo in treno quel percorso si triplica e con il mio "piccolo e leggero" bagaglio (nel quale, a proposito di capelli, devo ricordarmi di tentare di far entrare anche shampoo, balsamo, olio, schiuma e phon col diffusore...) dovrò cambiare 4 treni...prevedo grandi mal di spalle a causa dei trasbordi da un binario all'altro...e poi altro che massaggio ayurvedico, mi conviene prenotare fin d'ora il fisioterapista per la riabilitazione!!!
Sigh, sob...devo scrivermi un promemoria per la prossima vita: cercare amori di più facile realizzazione e raggiungimento...
Però con questo nuovo taglio sono troppo figa...magari mi va bene e trovo qualche baldo giovane da ammaliare e sfruttare come facchino tra un treno e l'altro!!! ;-P
(perché io, cara Locataire, sono una donna emancipata ed indipendente, ma mica fessa!!! ;-D )
Questo weekend Lei è stata qui. E' arrivata ieri alle 15 e l'ho riaccompagnata al treno per la sua città oggi alle 16. Poco più di 24h insieme, eppure...fantastiche! :-)
E ancora una volta è stato come se ci fossimo viste il giorno prima ed allo stesso tempo avere addosso quel desiderio di chi non si vede da un mese!
E' arrivata a casa mia, nervosa perché avrebbe dovuto incontrare i miei, che sanno a grandi linee ciò che è successo e che, comunque, si sono comportati con la massima naturalezza riuscendo (credo) a metterla a suo agio.
Ieri pomeriggio, entrambe in deficit di ore di sonno, abbiamo optato per la soluzione più pantofolaia: restarcene in casa, sul divano, davanti al camino acceso a guardare un film...la (buona) sorte ha voluto che dopo i primi dieci minuti d'inizio del film sia i miei genitori, sia mia sorella, sia poi mia nonna, siano usciti di casa (cosa assurda: ognuno per un motivo diverso! Quasi l'avessero fatto apposta a lasciarci sole...), cosicché ogni proposito di recuperare sonno in vista del sabato sera è naufragato...felicemente naufragato direi! ;-P
Poi la preparazione, ovviamente tutto di corsa, perché io e lei quando siamo insieme perdiamo sempre un sacco di tempo e finiamo per prepararci all'ultimo secondo.
Tutte di nero vestite e armate dei nostri anfibiozzi (e, ok, i suoi sono più "cattivi" con la punta di ferro ecc...), passiamo a prendere Locataire a casa sua e ci dirigiamo sicure (e rese ancor più sicure dal navigatore satellitare) verso la nostra meta: il concerto dei Lacuna Coil!
Arrivate a Milano inizia l'ardua ricerca di un posteggio...ricerca che impegnerà circa 40 minuti, 40 milioni di accidenti e imprecazioni indirizzate a chi un posteggio l'aveva trovato, 40 miliardi di cazzate, sparate a raffica dopo che il continuo girare in tondo (secondo la nota legge del quadrato, continuamente invocata da Locataire) evidentemente ci aveva completamente rintronato i cervelli...
Finalmente trovo un posto per la mia macchinina, e non è neanche in divieto di sosta, quindi tutte giubilanti ci avviamo verso il Rolling Stone, incuranti del freddo e della pioggerellina milanese, riscaldate dall'ardente brace di una canna: l'ideale per creare il mood giusto...e sparare qualche altra cazzata (evidentemente quelle dette prima non ci erano bastate...).
Entriamo: rock tv bithday party, 6 anni di rock tv, ci tocca sentire pezzi di altre band e discorsi di gente che non abbiamo l'idea di chi sia prima di poter vedere il concerto vero, però non ci dispiace.
Anche se ci stiamo ancora chiedendo chi sia Pino Scotto, presentatore di Rock tv, che fa varie affermazioni dal carattere marcatamente xenofobo che provocano un esplosione di applausi e di risate da parte del pubblico e sguardi perplessi e un po' schifati da un'altra parte del pubblico (tra cui noi tre).
Poi, finalmente, la parte della serata più attesa: l'ingresso sul palco dei Lacuna Coil!
Ora, a dover di cronaca, devo ammettere che anche se conoscevo e apprezzavo i Lacuna anche prima di conoscere Lei, la verità è che Lei è la loro vera fan tra noi due. A me la loro musica piace, ma dopo aver sentito qualche canzone, devo dirlo, mi annoio un po' perché mi sembrano tutte molto simili, nonostante spicchi senza dubbi la splendida voce di Cristina Scabbia.
Ecco, detto ciò, dal vivo sono tutt'altra cosa: bravi, coinvolgenti, pieni di energia che sanno trasmettere al massimo! E' stato un concerto davvero splendido...e Cristina, poi, è stata scatenatissima e stupenda!
Unica critica, più che altro al Rolling Stone, era la presenza eccessiva di fumo nel locale (fumo di quello di scena), che asfissiava completamente le prime file del pubblico: ad un certo punto ho creduto di soffocare sul serio, mi pizzicavano tantissimo la gola, la lingua, tutta la bocca e gli occhi! Per fortuna poi, non so se perché abbiamo protestato o perché si sono resi conto da soli che rischiavano di uccidere metà pubblico, hanno acceso l'impianto di aspirazione e noi abbiamo potuto ricominciare a respirare e sgolarci per cantare le canzoni e urlare tutta la nostra adorazione.
Dopo il concerto, Lei (che è una gran paracula) è riuscita ad entrare nel settore VIP (dicendo al buttafuori che il suo ragazzo la aspettava di là, che stava andando giù e lei doveva assolutamente passare!) e poi ha passato mezz'ora a sbracciarsi da un lato del palco per attirare l'attenzione mia e di Locataire (che la cercavamo nella folla, visto che l'avevamo persa completamente).
Quando l'ho vista, mi sono arrampicata sul palco per seguirla nel backstage, dove Lei ha potuto coronare il suo sogno: conoscere Cristina Scabbia, con la quale abbiamo pure fatto un paio di foto, ottenuto l'autografo e dato infiniti baci a abbracci...e che Cristina sia gran figa ora non c'è nessun dubbio: non sono foto ritoccate, è proprio così!!!
Le foto con noi e Cristina nel backstage non le pubblico per motivi di privacy...sarò però felice di far morire di invidia quelli che mi conoscono e ne apprezzano i talento! ;-P
Devo ammettere che senza di Lei non sarei mai riuscita a intrufolarmi nel backstage, andarmene con nonchalance in giro per il palco, scroccare un sorso di birra al chitarrista del gruppo (e ricambiare con una sigaretta) e tutto il resto! :-)
Unica nota dolente della serata: Lei ha perso il portafogli...e ancora non abbiamo capito se l'abbia perso scendendo dall'auto o dentro il locale...che razza di fregatura!!! O_o'
In compenso mi sembra di poter dire che io e Lei, come coppia, abbiamo riacquistato quella naturalezza e quel piacere di stare insieme con tranquillità che negli ultimi tempi (prima che mi lasciasse e a maggior ragione anche dopo) non avevamo più...sarà che sono la solita ottimista dopotutto, ma la speranza è più viva che mai! :-)
Avete mai letto Robinson Crusoe?
Io l'ho letto molto tempo fa, se non sbaglio ero alle medie, e di quel libro ricordo solo due cose:
1) non mi era piaciuto;
2) la storia della caverna.
La storia della caverna di Robinson è la seguente, per chi non avesse letto il libro:
Robinson ad un certo punto trova una caverna, stretta stretta come un budello che per entrarci bisognava spogliarsi e "sguisciare" all'interno, con le pareti lisce lisce, che finisce in un piccolo spazio tondo, dalle pareti lisce, dove Robinson riusciva a stare solo rannicchiato.
Durante il suo periodo di naufragio, Robinson passa un lungo periodo di depressione corredato da tentativi di suicidio (e chi non ne passerebbe nei suoi panni), e durante questo periodo di profonda depressione lui sempre più spesso si trova a cercare rifugio nella caverna. Dice che gli ricorda il ventre materno e ci passa molto tempo, nudo, rannicchiato, nutrendosi unicamente dell'umidità che cola lungo le pareti di roccia.
Ecco, oggi, anzi, per la precisione sta sera, io vorrei avere la mia personale caverna di roccia liscia e umida, in cui strisciare, in cui rannicchiarmi, in cui smettere di pensare e limitarmi a sognare, in cui consumarmi il corpo per smettere di consumarmi la mente.
Era un po' che non mi veniva una crisi così, c'ero stata vicina ma l'avevo allontanata, avevo rimandato la decisione di scrivere un post così e poi l'ansia è sparita da sé.
Crisi.
Eppure mancano pochi giorni prima di vederla: sabato sarà qui ed andremo insieme al concerto dei Lacuna Coil. Sabato potrò riabbracciarla e tenerla stretta a me. Domenica dovrò salutarla di nuovo, ma neanche per molto, perché il weekend successivo sarò io ad andare a trovarla approfittando del ponte dell'Immacolata.
E allora perché questo cedimento proprio ora?
Sono stanca, sfibrata, non dal lavoro, ma dalle alzatacce e dai lunghi spostamenti per raggiungere il posto di lavoro che mi tocca fare! Lo so che c'è gente che fa una vita anche peggiore, sacrifici maggiori...ma come ripetevo sta sera a mia mamma: pensare a chi sta messo peggio, non migliora comunque la mia situazione, e la mia situazione è che per quanto dorma, mi trovo sempre a non avere sonno, ma ad essere ugualmente stanca, mi sento le energie risucchiate da qualche parte.
Troppe lotte, troppe cose per cui dover combattere, far fondo ad ogni energia residua.
Alle volte ho l'impressione che la vita sia un enorme metaforico cardiogramma sotto sforzo, che qualcuno si diverta a farti correre sempre più veloce, solo per vedere fino a che punto puoi arrivare.
Ma sto divagando.
Il concetto è che ho paura: paura perché sento che ogni tanto le forze mi abbandonano (come quando arrivi verso la metà del percorso di una corsa campestre), ma che devo tener duro, perché voglio con ogni fibra del mio corpo arrivare al traguardo.
Il problema è che in questa corsa non sono sola e per lunghi tratti devo esser forte anche per qualcun altro: dargli la mia sicurezza, la mia tenacia forse...non so, forza in generale.
Da sola correrei più veloce, ma il punto è che arrivare al traguardo da sola non avrebbe alcun senso.
Però così rischio di crollare prima.
Che casino, ormai mi sono talmente ingarbugliata nelle metafore mal fatte di questo post che non ne ritrovo il senso completo più neanche io. O forse il senso è fin troppo lampante, ma mi spaventa, ed è per questo che lo esprimo in metafore anziché dire chiaramente quale sia il problema.
Ed il vero problema, ancora una volta, è che ancora non ho capito quale sia il Problema, quello vero, reale, con la P maiuscola, quello che sembra determinato a continuare a minare questa mia incasinatissima vita sentimentale, che è come un castello di sabbia troppo vicino al mare: le ondate si avvicinano sempre più per risucchiarlo via, ed io mi affanno instancabilmente a scavare fossati sempre più profondi per proteggerlo...nel continuo timore che l'ondata successiva sarà troppo potente, troppo alta...o, semplicemente, troppo, per me...
Per Locataire: tranquilla, non è successo NIENTE, niente di nuovo almeno, quindi non affannarti a chiamarmi per sapere che c'è che non va, sempre il solito insomma, solo un momento di sconforto, ecco. :-/
Per Lei (che lei lo sa che è Lei se legge): ehi, ehi, non prenderti male, eh! Questo è il MIO blog, lo sai, ne conosci l'indirizzo e dopo che mi hai lasciata non l'ho cambiato perché non mi dà fastidio che tu legga, ma non lasciarti gettare troppo nei dubbi e nelle incertezze profonde da ciò che scrivo: dopotutto scrivere è una valvola di sfogo! Scrivere qui mi aiuta a razionalizzare, osservare con più distacco, ri-raccogliere le forze e ri-ricominciare ogni volta con rinnovata energia. Raccolgo qualche pacca sulle spalle dai miei fedeli lettori, ricostituisco la mia fiducia in me stessa e ricomincio a lottare (e sia chiaro, non contro di te, ma per te, anzi, per NOI!).
Quindi vieto ogni forma di senso di colpa/tentativo di distacco "per non farti più male" o affini/sega mentale d'ogni genere che mi faccia pentire di aver dato sfogo a quella malinconia e quel senso di stanchezza che ogni tanto mi assale prima di coricarmi, ok?
Oggi sono andata a farmi fare l'agognato massaggio ayurvedico, mezz'ora di massaggio promozionale (perché da brava precaria ben presto nuovamente disoccupata non posso certo permettermi di pagare questi lussi a tariffa piena!), 14.90 E per un'esperienza nuova.
Arrivo al centro benessere, entro, al bancone mi riceve una signora gentilissima che mi fa subito accomodare "di là". Io vado, attraverso la porta scorrevole fiduciosa, mi immergo nella musica d'atmosfera lasciandomi avvolgere dai profumi degli oli e già sentendomi più rilassata.
Poi arrivo "di là", dove mi attende, sorridente, la versione bonaria di zio Festern: un uomo di 2 metri, calvo come Mastro Lindo e con 2 mani grosse come due pale. Mi sorride (ancora di più) e mi porge un pacchettino:
"Ecco, questo è il tanga, si spogli, io aspetto fuori, quando è pronta mi chiami!"
Tanga??! Spogliarmi...nuda???! E sarebbe LUI il massaggiatore????! Penso che deve esserci qualche errore, che ho cambiato idea, che voglio fuggire...però sorrido, ringrazio cortesemente, prendo il mini-pacchettino e aspetto che esca. Mi spoglio, poi apro il pacchettino...altro che tanga! Trattasi di garzetta semi trasparente a forma di triangolo con un micro filo che ne collega i vertici!
Faccio buon viso a cattivo gioco, me lo metto (meglio che niente...), mi sdraio sul lettino e chiamo il massaggiatore (sperando ancora in cuor mio che possa essere sostituito all'ultimo secondo da qualcun altro).
Lui arriva, passo leggero, mi versa dell'olio caldo sulla gamba destra e inizia a massaggiare.
Ecco, ok, vabbè, nonostante l'inizio non entusiasmante i pensieri escono dalla mente, inizio a rilassarmi, la musica che viene dall'altra stanza è piacevole, un pezzo a chitarra classica.
Poi lui inizia a parlare...ora, io sono qui per rilassarmi, faccio l'insegnante, parlo e ascolto gente tutto il giorno, per quale motivo dovrei aver voglia di sentire ancora parole??! Ah, già, è un massaggio promozionale: ora inizia la promozione, e lui inizia a descrivermi i vantaggi del massaggio ayurvedico, di quanto sono precisi e bravi lì, che usano tutti prodotti naturali, ecc...eehh, perfino dal massaggiatore mi becco la pubblicità, vabbè..."uhmmeggio" in maniera affermativa di tanto in tanto e fondamentalmente ignoro ciò che mi dice, cerco di calarmi nel massaggio...Ma a un certo punto le mani salgono...ehi ehi, che cacchio ci fai da quelle parti con quelle mani da muratore unte di olio di semi di non so che mischiato a non so che erbe??! No, no, ragazzo, non hai capito, lì è off-limits...ehi ehi, via quelle mani! Sciò-sciò!!!
Dentro di me mi innervosisco, protesto, urlo e scappo...ma per qualche motivo il mio corpo resta lì, immobile, una statua...quand'è che passa alla schiena???! O_o
Cambio gamba...stessa evoluzione dei fatti...baaaaahhh!!!!!
Finalmente passa alla schiena, finalmente mi rilasso di nuovo...fino a quando mi spinge con tutto il suo peso in mezzo alla schiena: giuro, non avevo mai sentito scrocchiare in quel modo ogni mia vertebra!
Ora, devo ammetterlo, il collo è un po' più sciolto, tutto sommato è stato un utile (visto che, tra l'altro, ieri notte non riuscivo neanche a dormire per il male al collo, tra umidità e borsa ultra pesante le mie povere spalle iniziavano a dichiarare lo sciopero!).
Però, ecco, nel mio passato ci sono stati degli uomini, ma ciò nonostante (e a prescindere poi dalla svolta presa dalla mia vita), l'idea di essere toccata in punti così intimi da un uomo, per di più mai visto prima, al momento provoca un moto di ribellione e profondo fastidio dentro di me.
Fondamentalmente, credo, se mai volessi farmi fare qualche altro massaggio in futuro, farò meglio a trovarmi un massaggiatrice donna.
E visti i prezzi dei massaggiatori nei centri benessere (e le mie scarse finanze) probabilmente, si tratterà di una cinese di quelle che passano sulle spiagge d'estate... ^_^"
E 'sti cazzi!
Questa la mia risposta d'ora in poi al motto della famosa marca produttrice delle scarpe che "respirano"...perché le scarpe respirano anche, ma i miei piedi affogano!!!
Ormai da qualche anno compro solo scarpe da ginnastica (eh, dai, diciamoli 'sti nomi, che a me il "politically correct" non piace!) della Geox, perché, sì, lo ammetto, prima quando mi toglievo le scarpe da ginnastica dovevo poi riporle in una camera di decontaminazione se non volevo ammazzare nessuno.
L'anno scorso mi sono comprata pure gli stivali: comodi, morbidi, resistenti...ma d'altra parte non c'ho camminato molto all'aperto: i miei tragitti sono sempre stati casa-auto-università/centro commerciale/casa di altri. Quindi non li avevo testati realmente lo scorso inverno (anche perché li avevo acquistati coi saldi quando ormai l'inverno era quasi finito!).
Ora, da quando lavoro, sono costretta a fare dei bei tratti a piedi (stazione treni-stazione pullman/fermata pullman-scuola) e si da il caso che da un paio di giorni non faccia altro che piovere. E da un paio di giorni i miei piedi sono a mollo nei traspiranti stagni della Geox, dove solo le ranocchie ed i girini mancano a completare l'ecosistema da palude.
Per questo oggi, dopo il lavoro, dopo essere passata in posta a ritirare il mio PRIMO STIPENDIO (evviva! Finalmente è arrivato!!!) sono andata direttamente in giro per negozi di scarpe dove, dopo una non facile ricerca, sono riuscita infine a procacciarmi il prodotto tanto agognato: un bel paio di anfibi di pelle nera, a stivale alto, con tutti i lacci e le fibbie ed il carro armato alto sotto!
E domani me li metto, con i fuseaux messi dentro (così evito anche la scomodità del fondo del jeans bagnato che s'appiccica) e voglio proprio vedere: domani a meno che i miei cari studenti non mi buttino nel lago (vicino al quale lavoro) i miei splendidi piedini da cenerentola taglia 36-37 rimarranno perfettamente asciutti e calducci!
E, su suggerimento di quella che m'ha venduto le scarpe, io a quelli della Geox gli scrivo pure 2 righe in cui gli dico che sono dei truffatori, perché loro vendono un prodotto con uno slogan del tutto ingannevole, visto che è inammissibile che l'acqua penetri senza alcun impedimento in un paio di stivali in perfetto stato, ecco!
E scusatemi il tono incazzoso del post: ma sono stanca distrutta ed essendo rimasta a dormire da un'amica che abita vicino al mio posto di lavoro (perché sta mattina avevo la prima ora e altrimenti non ce l'avrei fatta ad arrivare per tempo partendo da casa mia coi mezzi) sono per davvero 2 giorni che ho piedi bagnati, visto che quegli stivali del cavolo non hanno neanche fatto a tempo ad asciugarsi durante la notte, che tanto poi sta mattina appena uscita erano di nuovo fradici (dentro!). Capirete che quando si rischia di iniziare a soffrire di reumatismi a 24 anni le palle girano un po' e si vorrebbe subito prendere a ceffoni il responsabile...
Per fortuna ho prenotato mezz'ora di massaggio ayurvedico per domani, per farmi coccolare e rilassare con profumati oli caldi spalmati addosso da mani esperte...e speriamo che sia carina! ;-P
Eh, scusate, ma quando ce vò ce vò! ;-D
Nel 2005 ho fatto l'erasmus in Inghilterra. Come ogni esperienza erasmus che si rispetti, anche la mia conserva viva memoria delle feste organizzate dagli spagnoli, che quando si tratta di bere, divertirsi, cantare, ballare, ecc. sono (secondo me) sempre al primo posto nella classifica mondiale.
Una sera, per caso, avevo con me la mia chiavetta usb e così ne ho approfittato per farmi passare un po' di canzoni spagnole (evitando però le canzoni della Carrà in spagnolo...), canzoni frutto del miglior trash spagnolo degli anni '80 per la maggior parte.
Una di queste canzoni l'ho risentita ultimamente e mi risuona continuamente in testa, sia per il suo ritmo accattivante che per il testo che trovo molto bello!
¿A quien le importa?(A chi importa?)
La gente me señala La gente mi indica
me apuntan con el dedo mi indicano con il dito
susurra a mis espaldas sussurra alle mie spalle
y a mi me importa un bledo, e a me non me ne importa nulla,
que mas me da che cosa cambia
si soy distinta a ellos se son diversa da loro
no soy de nadie, non sono di nessuno,
no tengo dueño non ho padrone.
Yo se que me critican, Io so che mi criticano,
me consta que me odian, mi risulta che mi odiano,
la envidia les corroe, l'invidia li corrode,
mi vida les agobia, la mia vita li infastidisce,
¿porque sera? ma perché?
yo no tengo la culpa io non ne ho colpa
mis circunstancias les insultan se la mia situazione li insulta
Mi destino es el que yo, decido Il mio futuro è quello che io decido
el que yo, eligo para mi quello che io scelgo per me
¿A quien le importa lo que yo haga? A chi importa quel che io faccio?
¿a quien le importa lo que yo diga? A chi importa ciò che io dico?
yo soy asi, asi seguire io sono così, così continuerò, nunca cambiare non cambierò mai
¿a quien le importa lo que yo haga? A chi importa quel che io faccio?
¿a quien le importa lo que yo diga? A chi importa quel che io dico?
yo soy asi, asi seguire io sono così, così continuerò, nunca cambiare non cambierò mai
Quizá la culpa es mía Forse la colpa è mia
por no seguir la norma, perché non seguo la norma,
ya es demasiado tarde ma è troppo tardi
para cambiar ahora, per poter cambiare ora,
me mantendre firme mi terrò ferma en mis convicciones, nelle mie convinzioni,
reforzare mis posicionesrinforzerò la mia posizione
Mi, destino es el que yo, Il mio futuro è quello che io decido decido el que yo, eligo para miquello che io scelgo per me
¿A quien le importa lo que yo haga? A chi importa quel che io faccio? ¿a quien le importa lo que yo diga? A chi importa ciò che io dico? yo soy asi, asi seguire io sono così, così continuerò nunca cambiarenon cambierò mai
¿A quien le importa lo que yo haga? A chi importa quel che io faccio? ¿a quien le importa lo que yo diga? A chi importa ciò che io dico? yo soy asi, asi seguire io sono così, così continuerò nunca cambiare. non cambierò mai
¿A quien le importa lo que yo haga? A chi importa quel che io faccio? ¿a quien le importa lo que yo diga? A chi importa ciò che io dico?
yo soy asi asi seguire io sono così, così continuerò
nunca cambiare... non cambierò mai...
"¿A quien le importa?", Alaska y Dinarama
La traduzione l'ho fatta io, quindi è probabile che ci siano delle imprecisioni, ma il senso dovrebbe essere comunque quello giusto!